martedì 11 marzo 2008

MyBloop, innovativo servizio di storage online illimitato

Di servizi di hosting Web gratuito ne vengono presentati uno a settimana. MyBloop, però, è un progetto davvero molto interessante. Innanzitutto perché offre uno spazio Web illimitato, e poi perché riconosce i tipi di file che mandiamo in upload, permettendoci poi di vederli (nel caso di testi, immagini o video) o ascoltarli (nel caso di un brano) direttamente online.Tra le caratteristiche che lo rendono un ottimo prodotto anche un sistema di gestione file molto intuitivo e veloce (è disponibile anche un software per Windows o Mac che permette, addirittura, di fare un drag&drop dei files dal proprio hard-disk). Per spostare i file online tra le cartelle, invece, c’è un’interfaccia Ajax. Unico limite (ma forse possiamo passarci sopra): ogni file non può essere più “pesante” di 1 Gigabyte.


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Con Typeroom sarà più facile modificare pagine Web online

Non sarebbe bello poter editare le pagine di un nostro sito “al volo”, direttamente da internet? Typeroom è un’applicazione Web gratuita, sviluppata da una società californiana chiamata Los Gatos, che promette proprio questo: l’editing di siti già esistenti… “on the fly”. Se siete interessati vi consiglio subito di andarvi a prenotare per la Beta perché tra poco sarà disponibile una prima versione Beta dedicata a chi ne fa richiesta. Il funzionamento, dicevamo, è abbastanza sorprendente e innovativo, ed è utilissimo per i siti non gestiti da Cms. Il servizio permette di selezionare una Url di qualsiasi pagina di qualsiasi sito internet (ovviamente di nostra proprietà) che vogliamo andare a modificare. In modo immediato, la pagina sarà caricata sul sistema e in modo interattivo si potranno cambiare i testi, le immagini, i layout di pagina, i link e così via. Una volta finito l’editing, basterà dare a Typeroom i parametri Ftp di accesso al sito, e le nostre pagine saranno aggiornate in modo immediato.L’applicazione, insomma, si offre come una novità dedicata soprattutto agli utenti meno esperti: sarà semplice, dunque, modificare ad esempio pagine aziendali (cambiare un numero di telefono senza dover contattare i webmaster e attendere giorni, modificare un’immagine quando siamo fuori casa e non abbiamo i nostri soliti tool a disposizione) oppure modificare siti creati da noi, dandogli quel tocco di eleganza in più che non riusciamo magari a ottenere. Dopo l’interruzione un interessante screencast che mostra tutte le potenzialità di questa piccola-grande idea.



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domenica 9 marzo 2008

Borsa, sistema finanziario nella morsa del debito.

Non c'è dubbio che, alla fine, ci ritroveremo con un sistema finanziario migliore. Ma nel frattempo si sta vivendo un dramma e nessuno ha idea di quanto possa durare questo "frattempo". Fino a quando non avremo smontato il debito esistente sui mercati del credito, azzardano gli analisti. Sarebbe la tragedia. Perché cancellare in pochi mesi quella montagna di debiti accumulata negli ultimi 15 anni, moltiplicata a dismisura da tutte le emissioni di carta sintetica e di derivati, al punto che talvolta non si capisce più cosa ci sia sotto, significa semplicemente l'implosione del sistema. In origine erano i mutui subprime e quello che era stato derivato e costruito sopra. Poi la bufera ha cominciato a spazzare i prestiti, che servivano a finanziare l'euforia del private equity e dei Lbo. Ha contagiato il credito al consumo, i debiti sulle carte di credito, i prestiti agli studenti, i bond mucipali. E infine ha travolto anche i mutui, quelli abbastanza buoni, gli Alt-A. E non ha risparmiato nemmeno quelli più sicuri. L'abbuffata di «triple A» ha visto i prezzi calare, in un mercato sempre meno liquido, da 100 fino a 60 nelle ultime due sedute. E le «triple B», non esattamente spazzatura, sono crollate a 12 centesimi: praticamente nulla. Ormai va giù tutto, come un castello di carte.

Il virus mortale
Persino i gestori che avevano capito tutto, o quasi, sono falliti: come quello dell'inglese Peloton che era andato "lungo" di triple A (le aveva comperate) e "corto" (vendute allo scoperto) di triple B. Aveva compreso che il meccanismo funzionava e aveva una sua logica. Ma non aveva capito due cose: uno, che in un mercato al parossismo, quando tutti cercano disperatamente di far liquidità vendendo la roba buona, le triple A finiscono per perdere più della spazzatura; due, che continuare a comprare a debito non era più salutare. Perché è il debito il vero virus che sta sconvolgendo tutti i mercati finanziari. È paradigmatico il ruolo del debito. Una virtù, come la celebravano i cantori della leva finanziaria nei tardi anni 90, e ancor di più dopo il 2004: dimentichi d'averla invece demonizzata dopo lo scoppio della bolla speculativa del 2000. Ora il debito è un virus mortale, come sanno almeno una dozzina di hedge fund esposti con le banche per finanziare le loro attività di arbitraggio: quelle più sicure, più tranquille, perchè si gioca sulle piccole differenze di prezzo, coprendosi da un lato e vendendo dall'altro. Al punto che questi fondi sono stati definiti a «bassa volatilità». Ma siccome per lucrare decentemente sulle piccole differenze di prezzo occorre lavorare all'ingrosso, ecco che il tutto era stato amplificato dalla leva finanziaria, che poteva arrivare anche a 10 volte. Nel momento in cui la banca, che ha già i suoi problemi, comincia a chiedere i soldi indietro o il reintegro dei margini, non c'è più nulla da fare. Dove avrebbe sbagliato il fondo del prestigioso gruppo Carlyle che rischia di finire in liquidazione? Nel comprare titoli di debito e di credito a bassissimo rischio come ha fatto? No, ha sbagliato soprattutto ad acquistarli facendosi prestare 150 milioni che adesso le banche rivogliono indietro: in parte, almeno. È la «spirale dei margini», spiegano gli analisti: più scende il valore dei titoli in portafoglio (e anche se è roba buona scende semplicemente perchè c'è la corsa alla liquidità) e più la bancapretende il reintegro dei margini di garanzia. Alla fine di questa spirale c'è spesso il fallimento. E alla fine di tutti questi processi c'è il rischio di una implosione del sistema finanziario.

Il salvagente delle azioni
La Fed non può fare molto. Ha tagliato i tassi aggressivamente e continuerà a farlo con altrettanta determinazione anche nella prossima riunione. Ma i tassi dei mutui casa, quelli della clientela primaria, sono più alti di quando era cominciata la crisi. E così succede per tutti gli altri finanziamenti. La ricchezza media di un proprietario di casa Usa (il valore della casa meno il debito) è scivolata al 47,9%; ma per i più sfortunati questa percentuale è diventata negativa. Il 2% dei 46milioni di mutuatari Usa è definitivamente insolvente; quelli in serio affanno sono il 5,82%. Se scende ancora il prezzo delle case, e scenderà, questi numeri potrebbero raddoppiare. Più che alla Fed, le incolpevolifamiglie e le molto meno incolpevoli istituzioni finanziarie stanno guardando al Governo: perchè solo la politica può ora alleviare i danni. Se il credito è la linfa dell'economia, come con enfasi ripetono gli economisti, è l'intero sistema che va in crisi, come dimostrano i cali generalizzati delle Borse. Stupisce, semmai, che queste non siano scese di più. Vi sono aziende che, a giudicarle dal prezzo dei loro bond, le si direbbe fallite; ma dal valore delle loro azioni, le si direbbe sane, per quanto un poco sottovalutate. A parte i titoli di Stato, le orse sono gli unici mercati rimasti in piedi, perché gli investitori continuano ad attribuire alle azioni un valore e soprattutto perchè sulle Borse è relativamente marginale la presenza del debito. Diversamente dal 2000, le azioni rimangono la sola cosa che in qualche modo galleggia nel naufragio della finanza. Ma tutto dipende da quanto durerà ancora questa bufera. Intanto gli indici stanno scivolando verso i minimi di gennaio: l'S&P ha perso il2,8%,il Nasdaq il 2,6% e lo Stoxx il 3,4% (-3,6% Parigi, -3,5% Francoforte, -4,2% Milano, -3,1% Londra).

Tratto da: il24ore
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sabato 8 marzo 2008

La dieta della pasta

Con 2 porzioni di pasta al giorno si possono perdere 3-4 chili in un mese! Segui questa regola 2-3 volte alla settimana e diventerà la tua personale strategia facile e golosa per mantenere per sempre il peso forma. Chi l'ha detto che per dimagrire bisogna dire addio alla pasta? E' la base della dieta mediterranea, ma anche il segreto per appagare l'appetito con gusto. Grazie alla sua composizione ricca di carboidrati che favorisce la produzione di serotonina, il neurotrasmettitore responsabile del buonumore e del benessere psicofisico. Più utile che mai in questo momento di cambio di stagione dove l'umore ballerino si fa sentire. Per sfatare la sua fama di killer della dieta, basta fare quattro conti: con 60 g di spaghetti di 60 g a pranzo e 50 g di pasta a cena, non si superano le 390 calorie ovvero un terzo dell'energia di cui abbiamo bisogno in un giorno. Questo significa che, volendo, si può mangiarla anche due volte al giorno. Non bisogna, però, solo valutare l'aspetto calorico di un cibo per decretarne il "potere ingrassante". Occorre conoscere anche l'indice glicemico che rappresenta la velocità con cui quell'alimento aumenta la glicemia e, di conseguenza, l'insulina (ormone che spinge a immagazzinare gli zuccheri sotto forma di grassi, piuttosto che a smaltirli!). La pasta di semola tradizionale ha un indice glicemico di circa 59 che, volendo, si può abbassare se viene cotta al dente e inserita in un pasto contenente proteine e grassi (pesce, carne o formaggio). Questi semplici accorgimenti consentono di non rinunciare al piacere della pasta anche tutti i giorni. Senza paura di ingrassare né impazzire con il calcolo maniacale delle calorie.

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giovedì 6 marzo 2008

Trapianto di Capelli

Il trapianto di capelli si esegue in anestesia locale e non necessita di ricovero. L'area donatrice e quella ricevente si infiltrano con un anestetico simile a quello che usa comunemente il dentista. Successivamente si esegue il prelievo di una striscia di cuoio capelluto dalla regione occipitale (posteriore) che verrà separata in tanti piccoli segmenti contenenti 1, 2 o 3 bulbi. I primi verranno collocati a livello dell'attaccatura per dare il massimo di naturalità, mentre gli altri nelle regioni più centrali al fine di dare più volume alla capigliatura. L'area donatrice viene suturata e l'esito del prelievo è abitualmente rappresentato da una sottile cicatrice lineare che rimane invisibile. Nella zona affetta da calvizie vengono eseguite una serie di incisioni nelle quali verranno inseriti gli innesti. Il tutto viene eseguito con strumentazione microchirurgica specifica e da un'équipe altamente specializzata. Si inseriscono quindi gli innesti orientandoli secondo un'angolazione che determinerà una ricrescita naturale dei capelli. Al termine dell'intervento non occorre medicazione. L'intervento dura circa 4-5 ore e si trapiantano dai 2000 bulbi in su per seduta. Il grado di attecchimento varia dall'80 al 95 %. In taluni soggetti una seduta può essere sufficiente a migliorare l'area calva o diradata, in altri potranno essere necessari più interventi in rapporto anche alle aspettative ed all'ampiezza dell'area da trattare. L'intervallo di tempo consigliato tra una seduta e l'altra è di almeno 6 mesi. L'immediato postoperatorio non è doloroso, ma la parte può essere indolenzita: basta però assumere un comune analgesico. Nei 2-3 giorni successivi sarà presente un certo grado di gonfiore alla fronte che gradualmente scenderà in basso , per scomparire nel giro di un paio di giorni.Dopo circa 10 giorni viene rimossa la sutura nell'area donatrice, e nel frattempo si possono lavare i capelli. Durante questo primo periodo sono da evitare gli sport o le attività che potrebbero nuocere all'attecchimento dei bulbi (giochi con la palla, getti d'acqua o d'aria direttamente sulla zona trattata, ecc.). Dopo l'intervento si formano delle piccole croste in corrispondenza degli innesti, che cadranno così come i capelli contenuti negli innesti trapiantati. Ciò non deve però destare preoccupazione, perché entro 3 mesi ricomincerà il normale ciclo di crescita che durerà per tutta la vita. Affinché il trapianto di capelli dia i suoi risultati è necessario aspettare che tutti i "nuovi" capelli abbiano ripreso a crescere in maniera visibile e quindi almeno 5 - 6 mesi: questi capelli, oltre a crescere normalmente, possono essere tinti, pettinati in vario modo, e soprattutto non cadranno mai più.
Fonte: medital.net
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